Julian Schnabel: «Esiste solo l’eterno presente, L’arte è sempre ottimista»
08 giovedì Ott 2026
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20 sabato Giu 2026
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16 martedì Dic 2025
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20 venerdì Set 2024
03 martedì Set 2024
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06 martedì Ago 2024
Tag
7 Corriere della sera, anteprima mondiale, conquista, donne, Horizon, Horizon 2, interviste illuminanti, Kevin Costner, Mostra di Venezia, Usa, west, western
di Cristiana Allievi

L’attore, regista e produttore Kevin Costner sulla copertina di 7 Corriere della Sera del 2 Agosto 2024


Articolo integrale pubblicato su 7 Corriere
@Riproduzione Riservata
26 venerdì Lug 2024
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05 venerdì Lug 2024
Posted in Attulità, Cannes, cinema, Cultura, giornalismo, Oscar, Personaggi
Tag
Balla coi Lupi, Corona britannica, Cristiana Allievi, Horizon, Inghilterra, interviste illuminanti, Kevin Costner, Lady D., Robin Hood, western
L’attore, regista e produttore premi Oscar in questi giorni parla di donne. Anche di Lady D, che nel 1996, mentre stava divorziando da Carlo, era prossima a recitare nel sequel di Guardia del corpo. Kevin non ha dimenticato né lei né le confidenze di William
di Cristiana Allievi

Articolo pubblicato su Oggi dell’ 11/7/2024
@Riproduzione riservata
19 mercoledì Giu 2024
02 giovedì Mag 2024
Tag
Anselm, Anselm Kiefer, artisti, interviste illuminanti, Miti, Oggi settimanale, Perfect Days, pittori, registi, Wim Wenders
Dopo Perfect days, «girato in 16 giorni» e accolto da un successo di critica e pubblico, sta per uscire il suo documentario su Anselm Kiefer, artista «che si ribella all’idea di dimenticare». Qui Wim Wenders spiega che cosa teme: «ll nazionalismo, parente del razzismo»
di Cristiana Allievi

Nell’ultimo anno ha viaggiato in tutto il mondo con due film. Se si pensa che Wim Wenders, regista, produttore e sceneggiatore di Dusseldorf, ha 78 anni, e potrebbe finire col vincere un Oscar, si intuisce che ci troviamo davanti a un fatto eccezionale. Ma facciamo ordine. Wenders stava lavorando ad Anselm, un mastodontico documentario sulla vita del pittore e scultore tedesco Anselm Kiefer. Non faceva un giorno di vacanza dal 2019, ed era ancora nel mezzo dell’opera, quando ha ricevuto un invito in Giappone per andare a vedere le nuove toelette pubbliche di Tokio disegnate da 20 firme dell’architettura giapponese. Nonostante le sue iniziali resistenze, da quella visita è nato un gioiello come Pefect Days (che corre agli Oscar come film giapponese). È la storia di Hirayama (l’ottimo Koji Yakusho, Miglior attore all’ultimo festival di Cannes), un uomo che vive in una piccola casa circondato dalle piante e ha per passione i libri, la musica e la fotografia. È addetto alle pulizie dei bagni pubblici di Tokio, si reca al lavoro con il suo minivan, e ciò che fa rivela a poco a poco il suo passato. Wenders ci ha messo solo 16 giorni a terminare le riprese, poi è tornato a Berlino a per terminare Anselm, che finalmente vedremo al cinema dall’1 maggio. Baffetti nuovi, soliti occhiali tondi e toni pacati e gentili, la conversazione che si legge qui sotto è stata fatta in due tempi, fra la Francia e la Svizzera.
Gli ultimi quattro anni sono stai intensissimi per lei. Non bastasse la fatica della lavorazione di due film, si è aggiunta la campagna in tutti i festival del mondo in cui ha accompagnato i suoi lavori. Come regge un ritmo simile? «Più invecchio meno le rispondo che è stato facile, sono al limite (ride, ndr)! A Cannes è stato magnifico, perché un film era all’inizio e l’altro alla fine, ma ho capito che due film da promuove insieme sono davvero troppo».
Il prossimo che vedremo dall’1 maggio è Anselm e racconta un gigante di cui l’Hangar Bicocca di Milano ha la fortuna di conservare un’opera mastodontica come I sette palazzi celesti. «Ci ho lavorato dal 2019 al 2022 e la lavorazione del documentario è stata molto complessa, abbiamo girato sette volte in due anni e mezzo. Inoltre il lavoro di editing è molto più lungo di quello di un lungometraggio».
Kiefer è un artista “duro” ma lei riesce a renderlo poetico, come se lo spiega? «In realtà Anselm ha lavorato moltissimo con la poesia, non c’è un’opera in cui non abbia usato parole di poesia come complemento. Tutti i suoi dipinti sono fatti con quell’ispirazione, e molte frasi dei suoi poeti preferiti sono suoi alleati, non potevo tralasciare questo aspetto nel mio documentario».
Però l’immagine che se ne ha è quella di un artista durissimo con la sua arte: la brucia, la distrugge… «Kiefer si ribella all’idea di dimenticare, alle scorciatoie: lui espone la storia e le molte cose brutte che gli uomini si sono fatti gli uni con gli altri. Però capisco quello che dice, io ho voluto coglierne l’aspetto più dolce».
Perché un documentario su di questo artista proprio in questo momento? «Sento che il suo lavoro è molto contemporaneo. C’è la presenza della guerra, del crimine in generale e di un crimine contro la natura. Il terreno dei suoi paesaggi è come un deserto che non vede più acqua da tempo, e vista la situazione del pianeta in questo momento le sue “terre morte” sono più che contemporanee».
Cosa pensa del coinvolgimento di un artista in fatti politici, penso ad esempio ad Agniesza Holland e al suo Green Border presentato alla Mostra di Venezia (Premio speciale della giuria). «Stiamo assistendo a un ritorno di nazionalismo a tutti i livelli, e questo è il passato orrendo dell’Europa. Ogni guerra, e ce ne sono tantissime in Europa, è causata dal nazionalismo, viene sempre da un “non vogliamo questo, uccidiamolo…”. Il nazionalismo tira fuori il peggio della natura umana, è alleato del razzismo. Prima in America, adesso in Europa, la brutta faccia del nazionalismo è sempre una manipolazione dell’arte, che con la violenza vorrebbero glorificasse i dominatori… Quindi il nazionalismo è nemico dell’arte ed è nemico nostro, soprattutto è nemico delle donne, è “history”».
(continua…)
Intervista pubblicata su Oggi settimanale
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