• Info

Cristiana Allievi

~ Interviste illuminanti

Cristiana Allievi

Archivi autore: Cristiana Allievi

Mads Mikkelsen, «Ho fatto del mio “vichingo” un bambino narcisista e puro»

10 mercoledì Set 2025

Posted by Cristiana Allievi in Attulità, cinema, Cultura, Mostra d'arte cinematografica di Venezia

≈ Lascia un commento

Tag

7 Corriere della sera, Anders Thomas Jensen, Corriere tv, Doctor Strange, famiglia, Hannibal, interviste illuminanti, Mads Mikkelsen, Plaion Pictures, The last viking, Un altro giro, video intervista

di Cristiana Allievi

L’attore di Un altro giro ha portato alla Mostra del Cinema fuori concorso il film The Last Viking – Guasti di famiglia, il sesto della sua carriera girato con il connazionale regista Anders Thomas Jensen: «Conoscersi bene porta a migliorarsi, a osare e a capire fin dove ci si può spingere»

Venezia, 82nd Venice International Film Festival 2025 – Giorno 4 – Photocall del Film ‘The Last Viking’. Nella foto Mads Mikkelsen

Alla sua indiscutibile bravura eravamo ormai abituati. Ma ora Mads Mikkelsen ci mostra più chiaramente l’equilibrio quasi miracoloso di cui è capace come attore interpretando un ruolo che fa del bilanciamento tra follia e sensibilità la chiave della riuscita del film. In The Last Viking – Guasti di famiglia di Anders Thomas Jensen, proiettato fuori concorso alla Mostra di Venezia (prossimamente nei nostri cinema con Plaion Pictures), è un uomo in difficoltà psicologica convinto di essere John Lennon. Se qualcuno che gli sta vicino dimentica questa convinzione e lo chiama con il suo vero nome, Manfred, lui istantaneamente si getta da un’auto in corsa o addirittura dalla finestra. Una condizione estrema che lo costringe a entrare e uscire dagli ospedali, finché il fratello minore Anker (Nikolaj Lie Kaas), appena uscito di prigione dopo quindici anni per rapina, non decide di riportarlo nella vecchia casa di famiglia – oggi trasformata in un bed & breakfast nella foresta – per scoprire dove Manfred ha nascosto la refurtiva che lui stesso gli aveva consegnato prima dell’arrivo della polizia. Questa la storia in breve. Il film però scava ben più a fondo della sua trama, mettendo in luce rapporti familiari complessi e pieni di zone oscure.

Jensen, maestro danese dello humour nero, orchestra ancora una volta un racconto in cui ironia e dolore si intrecciano. Qui mescola follia familiare, creatività fuori dagli schemi e il peso di adattarsi alle regole della vita. Mikkelsen, con occhiali e capelli a caschetto mossi, offre una performance struggente: un uomo sospeso fra l’amore infantile per i vichinghi, il legame con i fratelli e il desiderio impossibile di restare bambino. È un’interpretazione che porta lo spettatore a oscillare di continuo tra il riso e il pianto, arrivando a toccare le viscere.

(continua…)

Articolo per 7 Corriere della Sera e intervista video per Corriere TV

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Valeria Bruni Tedeschi, «La mia Duse»

29 venerdì Ago 2025

Posted by Cristiana Allievi in Attulità, cinema, Cultura, Personaggi

≈ Lascia un commento

Tag

cinema, cover story, Cristiana Allievi, Donna Moderna, donne, Duse, Duse The Greatest, Eleonora duse, femminismo, interviste illuminanti, L'attachement, Les Amandiers, Storia di Copertina, Teatro, VAleria Bruni Tedeschi

di Cristiana Allievi

Storia di copertina del 28 Agosto 2025 adesso in edicola

Siamo a Parigi. Indossa jeans e una maglia blu con la scritta rock and roll. Si volta verso il publicist che è nella stanza con noi e, gesto raro, gli chiede di avere più tempo per raccontarsi. Le faccio notare che è più rilassata dell’ultima volta che ci siamo incontrate. Lei scherza: «oggi non ho i miei figli a cui badare!». Valeria Bruni Tedeschi ride, come farà spesso in questa intervista. Nei prossimi giorni porta in Concorso alla Mostra del Cinema Di Venezia Duse, di Pietro Marcello (nelle sale dal 18 settembre con PiperFilm) in cui interpreta Eleonora Duse negli ultimi anni della sua vita. E chi, meglio dell’attrice e regista torinese naturalizzata francese, avrebbe potuto incarnare gli ultimi anni di una donna nata nel 1858, capace ancora oggi di essere un’icona nonostante di lei siano rimasti solo un film muto e le riprese del suo funerale a New York? Nessuna. Dal 2 ottobre la vedremo anche in L’attachement – La tenerezza, di Carine Tardieu (No.Mad Entertainment), tratto dal romanzo L’Intimité di Alice Ferney: qui è una bibliotecaria cinquantenne single per scelta che si trova ad instaurare un legame speciale  con il suo vicino di casa e i suoi bambini.

(continua…)

L’intervista di copertina completa è su Donna Moderna del 28 Agosto 2025

© Riproduzione riservata

Emma Mackey: «Da Barbie a figlia intrappolata nella propria madre»

22 venerdì Ago 2025

Posted by Cristiana Allievi in arte, Attulità, Berlinale, cinema, Cultura, Personaggi

≈ Lascia un commento

Tag

7 Corriere della sera, Attrici, Cristiana Allievi, donne, Emma Mackey, HotMilk, interviste illuminanti, Mubi, registe

Nel film di Rebecca Lenkiewicz, Hot Milk, dal 22 agosto sulla piattaforma MUBI, l’attrice franco-britannica non ancora trentenne si confronta con un personaggio debole che «per quanto cerchi di ribellarsi o sbattere la porta, alla fine torna sempre dalla mamma malata e da lei viene risucchiata

di Cristiana Allievi

Le attrici Vicky Krieps e Emma Mackey in una scena di Hot Milk (courtesy MUBI)
Le attrici Vicky Krieps e Emma Mackey in una scena di Hot Milk (courtesy MUBI).

A 23 anni Emma Mackey si è fatta conoscere nei panni ribelli di Maeve, con capelli rosa e stile grunge in Sex Education – ruolo che le è valso un Bafta. Da lì la sua carriera è stata un crescendo di trasformazioni: assassina in Assassinio sul Nilo, Emily Brontë nell’omonimo biopic, fino a Barbie di Greta Gerwig. Oggi l’attrice franco-britannica – riservata e lontana dai social – torna protagonista con Hot Milk, presentato in anteprima mondiale alla Berlinale e dal 22 agosto su MUBI. E presto la vedremo in Alpha di Julia Ducournau (al cinema dal 18 settembre).

(continua…)

Intervista pubblicata su 7 Corriere della Sera

@Riproduzione riservata

Viola Davis, «Io presidente Usa? Voglio il bene di tutti»

21 lunedì Apr 2025

Posted by Cristiana Allievi in Academy Awards, Attulità, cinema, Cultura, Oscar

≈ 1 Commento

Tag

7 Corriere della sera, Casa Bianca, Denzel Washington, G 20, Michelle Obama, Number one on the calls heet, President of Usa, presidnet of Usa, Prime video, Susanne Bier, The first lady, The woman king, Viola davis

di Cristiana Allievi

Intervista pubblicata su 7 Corriere della Sera del 18 Aprile 2025

@Riproduzione riservata

Pamela Anderson: «Nella mia pelle»

27 giovedì Mar 2025

Posted by Cristiana Allievi in Attulità, cinema, Zurigo Film Festival

≈ Lascia un commento

Tag

actress, Attrici, Donna Moderna, green carpet, interviste illuminanti, life, movie, Pamela Anderson, red carpet, stories, The last Showgirl, women, ZFF, Zurich

Intervista pubblicata su Donna Moderna del 20 Marzo 2025

© Riproduzione riservata

Vincent Lindon padre in crisi di due ragazzi in «Noi e loro» «Racconto il dramma di tanti, quel muro che divide dai figli»

24 lunedì Feb 2025

Posted by Cristiana Allievi in arte, Attulità, cinema, Cultura, Mostra d'arte cinematografica di Venezia, Personaggi

≈ Lascia un commento

Tag

attori, capitalismo, Coulin, Cristiana Allievi, estrema destra, famiglia, Fratelli, genitori, interviste illuminanti, IWonderPictures, nazismo, Noi e loro, red carpet, Titane, Vincent Lindon

L’attore francese, protagonista del film delle sorelle Coulin da giovedì 27 febbraio nei nostri cinema: «La responsabilità in queste situazioni è sempre per metà loro e per metà dei genitori»

di Cristiana Allievi

Noi e loro è ispirato alpluripremiato romanzo Quello che serve di notte di Laurent Petitmangin e vede Lindonaffiancato da due giovani talenti del cinema francese, Benjamin Voisin (Estate ’85, Illusioni Perdute) e Stefan Crepon (Peter von Kant, Lupin). È uno di quei film che sembrano un vestito comodo da indossare per il Vincent di Francia, che ultimamente è stato padre convincente anche in Titane (Palma d’Oro a Cannes). In questo caso, poi, la forza recitativa si alimenta anche di circostanze di attualità. «Nel film sono un uomo vedovo che ha due figli maschi. Uno è molto bravo a scuola, andiamo a Parigi a iscriverlo al Politecnico. L’altro figlio invece se la spassa con un gruppo di uomini di estrema destra. Arriverà a uccidere qualcuno, finirà in carcere e io mi ritroverò a cercare di aiutarlo».
«Con il cinema cerco di risvegliare le coscienze»

Lei è padre di due figli, immagino si interroghi da anni su come non finire in una situazione come quella descritta da Noi e loro.


«Nel film uno dei miei due ragazzi si radicalizza per seguire un percorso di estrema destra con un gruppo, un fatto che oggi vediamo accadere spesso nel mondo. In questo caso parliamo di politica, ma è un fatto che potrebbe succedere con la religione, con una setta, con la dipendenza da droghe o alcol. La domanda è come si arriva a questo punto? Perché io, da genitore, ho il 50 per cento di responsabilità, l’altro 50 è di mio figlio. E qui la storia si allarga».

E include tutta una famiglia.
«Sempre nel film, la madre dei miei figli è morta, e per un figlio rimanere senza madre è la sofferenza più grande al mondo. Ma non è solo la loro madre, è anche mia moglie. Quindi anche io ho perso l’amore, e il mio modo di sopravvivere è stare il più possibile in fabbrica, poi andare a farmi una birra per non tornare a casa e ricordare come era la mia vita prima, con tutta la famiglia. L’altro figlio, invece, reagisce alla perdita della madre studiando e cercando di spostarsi dalla provincia a Parigi, per avere successo. E qui entra nella storia un altro aspetto, il capitalismo».

(continua…)

Intervista integrale su 7 Corriere della Sera

© Riproduzione riservata

Sean Penn: «Sono abbastanza maturo per godermi la vita»

18 sabato Gen 2025

Posted by Cristiana Allievi in Attulità, cinema, Cultura, Festival di Cannes, Personaggi

≈ Lascia un commento

Tag

Asphalt City, Brooklyn, cinema, Città d'asfalto, Core, El Chapo, golden retriver, interviste illuminanti, Jean Stephane Sauvaire, Milk, Mystic River, New York, Sean Penn, surf, U La Repubblica, Ucraina, Valeria Nikov, vecchiaia

VA A FARE SURF (E AL CINEMA) CON IL SUO GOLDEN RETRIEVER. HA RICOMINCIATO A LAVORARE IL LEGNO E UFFICIALIZZATO LA RELAZIONE CON UNA DONNA DI 34 ANNI PIU’ GIOVANE. SEAN PENN SI SENTE ABBASTANZA MATURO PER GODERSI LA VITA. IN ATTESA DELLA VECCHIAIA, CHE PER LUI INIZIERA’ UN GIORNO PRECISO

di Cristiana Allievi

(continua…)

Intervista integrale pubblicata su U La Repubblica – 16 Gennaio 2025

© Riproduzione riservata

Jack Huston «Non ho conosciuto mio nonno John, ma sarebbe orgoglioso di me».

13 venerdì Dic 2024

Posted by Cristiana Allievi in arte, Attulità, Cultura, Mostra d'arte cinematografica di Venezia, Personaggi

≈ Lascia un commento

Tag

Al Pacino, Angelica Huston, Cristiana Allievi, Garden of Eaden, House of Gucci, Il giorno dell'incontro, interviste illuminanti, Jack Huston, John Huston, Michael C. Pitt

A 42 anni, con un passato importante di attore e produttore diventa regista sulle orme del grande capostipite di una famiglia che è sinonimo di cinema. «Racconto il viaggio di redenzione di un boxer irlandese che esce dal carcere: una storia di speranza e perdono».

di Cristiana Allievi

Il regista e attore Jack Huston, 42 anni (a destra) sul set di Il giorno dell’incontro con l’attore protagonista, Michael C. Pitt (courtesy Jeong Park).

«Il Natale per noi è un grande raduno.  A volte siamo in America e andiamo a pranzo da mia zia Angelica a Three Rivers, un posto bellissimo fuori Los Angeles. Altre volte voliamo in Inghilterra, dove vive l’altra parte della mia famiglia. Appartengo a una grande tribu’ e siamo un po’ degli zingari». Jack Huston si presenta all’intervista con un look total white, è alto e ha i capelli pettinati all’indietro. Soprattutto ha uno charme particolare. Da una parte Jack discende dalla dinastia cinematografica americana Huston composta da Angelica, Danny e John, dall’altra appartiene all’aristocrazia inglese che risale al primo ministro Robert Walpole e alla famiglia di banchieri Rothschild (nelle sue vene scorre anche  un pizzico di sangue italiano, quello della nonna paterna, la modella e ballerina Enrica Soma). I suoi genitori hanno divorziato quando aveva tre anni, e questo deve aver contribuito a fargli trovare  rifugio in un altro mondo, visto che è diventato attore a sei anni recitando in Peter Pan. Cresciuto a Londra, viveva a Notting Hill quando la sua carriera di attore partiva con il piede giusto,  la serie tv HBO Boardwalk Empire prodotta da Martin Scorsese. Da lì in avanti non ha fatto che volare alto, con quello straordinario gruppo di attori brit (vedi alla voce Robert Pattinson, Andrew Garfield, Sam Clafin ed Eddie Redmayne) che l’America ha ingaggiato al volo appena si sono affacciati sulla scena. Se glielo fai notare, il suo commento è british, «in Inghilterra abbiamo ottime scuole di recitazione». Con The garden of Eden, Wild Salomè di al Pacino e House of Gucci con Ridley Scott ha dimostrato di essere un ottimo attore, e dal 12 dicembre sarà nelle sale con il debutto da regista e una storia che ha scritto, diretto e prodotto, Il giorno dell’incontro (Movies Inspired), un lavoro glam in bianco e nero. Proiettato all’ultima Mostra di Venezia, dove avrebbe meritato di finire in Concorso, è la storia di Mike Flanagan (l’ottimo Michael C. Pitt), un boxeur un tempo famoso che vive il suo primo giorno di uscita dalla prigione. Si imbarca in un viaggio di redenzione in cui incontra e scioglie tutti i nodi del suo passato, mentre si prepara a tornare sul ring rischiando la vita per le persone che ama.  

È una storia  struggente, che ha scritto di suo pugno, come è nata? «Sono stato ispirato da un documentario di Stanley Kubrick del 1951, su un combattente della Seconda guerra mondiale che vince il suo incontro al Madison Square Garden ed esce dal tunnel buio in cui si trovava. Ho pensato di sviluppare il tema in un film di narrazione perché in realtà quell’uomo,  in vita sua, aveva combattuto per tutto. Mi interessava esplorare l’idea di cosa fai quando sei conscio di avere un solo giorno che ti resta da vivere. Mickey fa introspezione e fondamentalmente inizia un viaggio di redenzione in cui alla fine ritrova le persone che ama davvero, è una storia di speranza e di perdono».

(continua…)

Intervista pubblicata su 7 Corriere della Sera

© Riproduzione riservata

L’amore per Matera del regista Atom Egoyan: «Grazie a Pasolini ho scoperto questo luogo di magia»

29 venerdì Nov 2024

Posted by Cristiana Allievi in Attulità, cinema, Cultura, Musica, Teatro

≈ Lascia un commento

Tag

7 Corriere della sera, Atom Egoyan, Cristiana Allievi, Il dolce Domani, incesto, interviste illuminanti, Matera, MAtera Film Festival, Pasolini, Pirandello, Salomè

L’autore de Il dolce domani e del recentissimo Seven Veils sulla figura di Salomè ha da poco guidato la giuria del cinefestival nella città dei Sassi. E si è raccontato durante una passeggiata esclusiva con 7

di Cristiana Allievi

Il regista e sceneggiatore Atom Egoyan, armeno naturalizzato canadese, 64 anni,
durante una passeggiata esclusiva con 7 Corriere della Sera fra i Sassi di Matera (foto Gor Monton).

«La musica è stata una delle mie ossessioni, in un certo senso lo è ancora. È come un calmante, quando suono amo la fisicità del gesto e il fatto di avere il controllo totale di quello che faccio. L’esito è immediato, quando il mio dito colpisce la corda, il suono è puro e diretto e per ottenerlo non devo spiegare niente a nessuno». Racconta una grande passione e allo stesso tempo, in una frase, Atom Egoyan riassume l’estrema fatica del dirigere, mentre mi mostra polpastrelli che ricordano anche la sua formazione di chitarrista classico. Le sue parole descrivono quello sforzo addizionale che occorre per far capire agli attori cos’ha nella mente e per cercare di vederlo concretizzarsi. 64 anni, il regista armeno naturalizzato canadese è stato da poco presidente di giuria della quinta edizione del Matera film Festival, dove ha ricordato Alberto Moravia e il debito che sente di avere con lui. «Quando avevo solo 28 anni e avevo girato il mio secondo film, Black Comedy, Moravia mi ha menzionato in un articolo aprendo la strada alla regia dei miei successivi quattro film nel vostro paese». L’autore di Il dolce domani (candidato all’Oscar  per la miglior regia e sceneggiatura), Exotica, Ararat e The captive-Scomparsa, si è affermato agli inizi degli anni Novanta ed è diventato un riferimento in tutto il mondo per cinema, teatro e opera. A Matera ha presentato in anteprima nazionale Seven Veils, che racchiude tutti i suoi mondi.  La protagonista Amanda Seyfried è una regista teatrale alle prese con l’allestimento di Salomé, dall’opera originale di Richard Strauss basata sul testo di Oscar Wilde. Rimontando l’opera per espresso desiderio del suo regista in un testamento, la donna si trova a rivivere un trauma familiare che credeva di aver sepolto nel passato. Durante una passeggiata esclusiva con 7 fra i Sassi di Matera, in una mattina fresca e soleggiata Egoyan si lascia andare a riflessioni su fede, sguardo maschile, padri e madri e sulla necessità di osservare le cose in un modo nuovo.

(continua…)

Intervista esclusiva per 7 Corriere della Sera

© Riproduzione riservata

Sebastian Stan, il “volto” di Trump: «È stato un debole, insegue la rivincita».

25 venerdì Ott 2024

Posted by Cristiana Allievi in arte, Attulità, cinema, Cultura, Festival di Cannes, Zurigo Film Festival

≈ Lascia un commento

Tag

5 Novembre, 7 Corriere della sera, A different man, Ali Abbasi, cinema, Donald Trump, elezioni, interviste illuminanti, Marvel, MElania Trump, presidente, presidente US, Presidenziali Usa, Roy Cohn, The apprentice, Usa, vita

È LUI IL GIOVANE THE DONALD IN THE APPRENTICE: IL SUO NARCISISMO È L’EFFETTO DI UN PASSATO IN CUI SI È SENTITO IMPOTENTE. PER REAGIRE SI È RIPROMESSO CHE NON SARA’ MAI PIU’ iN UNA POSIZIONE DI INFERIORITA’


di Cristiana Allievi

L’attore Sebastian Stan sul green carpet del Zurigo Film Festival, dove ha presentato The apprentice– Alle origini di Trump, il film in cui interpreta l’ex presidente Usa diretto dal regista Ali Abbasi.

Quando ha raccontato alla madre che il suo prossimo ruolo al cinema sarebbe stato quello dell’ex presidente Trump, lei era felice perché il figlio si sarebbe dovuto radere. Diversa la reazione a Hollywood: quando ha chiesto un parere a publicist e ceo, gli hanno sconsigliato di accettare quel ruolo. Essendo però il super soldato della Marvel Bucky Barnes, Sebastian Stan (un astro del cinema d’autore, lo si capirà quando vedremo in Italia A different man) non si è spaventato. Si è affidato al talentuoso regista iraniano naturalizzato danese  Ali Abbasi, e insieme hanno costruito il protagonista di The apprentice –  Alle origini di Trump. Un film la cui genesi è durata sei anni perché le istituzioni di Hollywood non volevano finanziarlo, e che dall’anteprima  mondiale a Cannes in avanti ha ricevuto minacce di denunce da parte dello stesso Trump, che pochi giorni fa lo ha dichiarato “un lavoro d’accetta politicamente disgustoso”. Abbiamo incontrato Sebastian Stan qualche giorno fa al Festival di Zurigo. È stato capace di restituirci un Trump meno conosciuto di quello che domina la comunicazione e spara sui social. Già diretto da grandi del cinema, da Ridley Scott a Steven Soderbergh, l’attore eccelle nella figura di un Trump ventenne nella Manhattan degli anni 70, che ha frequentato la scuola militare ed è determinato a uscire dall’ombra del potente e anaffettivo padre, facendosi un nome nel settore immobiliare. Ma le sue ambizioni sono superiori alle sue capacità, e gli serve l’aiuto di Roy Cohn (Jeremy Strong), un avvocato faccendiere che assomiglia a un demonio. La loro relazione è la chiave  per comprendere il Trump che cresce imparando le  regole che lo hanno reso famoso: l’inganno, l’intimidazione e la manipolazione mediatica. The apprentice è un invito a spostarci su un terreno di confronto più profondo dell’odi et amo che va per la maggiore, perché il giovane Trump, se ben compreso nelle sue dinamiche, spiega l’uomo di oggi, colui che con la sua reazione al film ha ribadito la prima lezione impartitagli da Cohn: “Negare, negare, negare”.

Lei ci restituisce un Trump che assume anfetamine, si sottopone a liposuzione e riceve un trapianto di capelli. Una  versione in un certo senso “umanizzata” è un pregio o un difetto del film?  «Ho pensato molto a questo aspetto. Credo che non ci si debba fermare alla riflessione che suscita,  cioè che gli esseri umani hanno dei difetti. Se cresci insicuro e castrato da tuo padre quello è sicuramente un difetto, e da spettatore non basta osservare “provo un po’ di empatia per lui e la cosa mi sorprende…”. Occorre chiedersi “come farà,  una persona così compromessa, a prendere in futuro decisioni che riguardano milioni di persone?”».

Per mesi  molti si sono chiesti se avreste influenzato le elezioni, con il film. «Non è mai stato quello l’intento, anche perché per anni il progetto non ha trovato finanziamenti».

Ma crede che possa spingere più persone ad andare a votare il 5 novembre? «Credo che viverlo con il proprio istinto, con le viscere, abbia un forte valore in sé. Si tratta di guardare questa persona, e le altre persone coinvolte nella storia, chiedendosi:  “Mi fido di questo individuo?”, “Di cosa è davvero capace?”».

Potremmo anche definire The apprentice come la genesi di un mostro agghiacciante? «È la quintessenza di un personaggio americano.  Se il signor Trump fosse stato un costruttore di successo in Germania, con una moglie che veniva dall’Europa dell’est, sarebbe una di quelle cinque persone che prova a mettersi in politica e forse fallisce, forse no. Ma nel darwinismo sociale americano tutto diventa un fenomeno diverso».

Non ha avuto paura delle ripercussioni del suo ruolo? «Trump si vanta di essere il leader di un mondo libero, mi chiedo se si può aver paura di un film come questo dopo che per anni ne abbiamo visti su personaggi ancora più controversi. Avere paura va contro quello che è il nostro lavoro di creativi, che è cercare di riflettere il più sinceramente possibile l’epoca in cui viviamo».

(continua…)

Intervista integrale pubblicata su 7 Corriere della Sera del 25 ottobre 2024

© Riproduzione riservata

← Vecchi Post
Articoli più recenti →

Iscriviti

  • Articoli (RSS)
  • Commenti (RSS)

Archivi

  • marzo 2026
  • gennaio 2026
  • dicembre 2025
  • novembre 2025
  • ottobre 2025
  • settembre 2025
  • agosto 2025
  • aprile 2025
  • marzo 2025
  • febbraio 2025
  • gennaio 2025
  • dicembre 2024
  • novembre 2024
  • ottobre 2024
  • settembre 2024
  • agosto 2024
  • luglio 2024
  • giugno 2024
  • Maggio 2024
  • aprile 2024
  • marzo 2024
  • febbraio 2024
  • gennaio 2024
  • dicembre 2023
  • novembre 2023
  • ottobre 2023
  • settembre 2023
  • agosto 2023
  • luglio 2023
  • giugno 2023
  • Maggio 2023
  • marzo 2023
  • febbraio 2023
  • dicembre 2022
  • novembre 2022
  • ottobre 2022
  • settembre 2022
  • luglio 2022
  • giugno 2022
  • Maggio 2022
  • aprile 2022
  • marzo 2022
  • febbraio 2022
  • gennaio 2022
  • dicembre 2021
  • novembre 2021
  • ottobre 2021
  • giugno 2021
  • Maggio 2021
  • aprile 2021
  • marzo 2021
  • febbraio 2021
  • dicembre 2020
  • novembre 2020
  • ottobre 2020
  • settembre 2020
  • agosto 2020
  • luglio 2020
  • giugno 2020
  • Maggio 2020
  • marzo 2020
  • febbraio 2020
  • novembre 2019
  • settembre 2019
  • luglio 2019
  • giugno 2019
  • Maggio 2019
  • aprile 2019
  • marzo 2019
  • febbraio 2019
  • gennaio 2019
  • dicembre 2018
  • novembre 2018
  • ottobre 2018
  • settembre 2018
  • agosto 2018
  • luglio 2018
  • giugno 2018
  • Maggio 2018
  • aprile 2018
  • marzo 2018
  • febbraio 2018
  • gennaio 2018
  • dicembre 2017
  • novembre 2017
  • ottobre 2017
  • settembre 2017
  • agosto 2017
  • luglio 2017
  • giugno 2017
  • Maggio 2017
  • marzo 2017
  • febbraio 2017
  • gennaio 2017
  • dicembre 2016
  • novembre 2016
  • ottobre 2016
  • settembre 2016
  • agosto 2016
  • luglio 2016
  • giugno 2016
  • Maggio 2016
  • marzo 2016
  • febbraio 2016
  • gennaio 2016
  • dicembre 2015
  • novembre 2015
  • ottobre 2015
  • settembre 2015
  • agosto 2015
  • giugno 2015
  • Maggio 2015
  • aprile 2015
  • marzo 2015
  • febbraio 2015
  • gennaio 2015
  • dicembre 2014
  • novembre 2014
  • ottobre 2014
  • settembre 2014

Categorie

  • Academy Awards
  • arte
  • Attulità
  • Berlinale
  • Cannes
  • cinema
  • Cultura
  • danza
  • Emmy Awards
  • Festival di Berlino
  • Festival di Cannes
  • Festival di Sanremo
  • Festival di Taormina
  • Fotografia
  • giornalismo
  • Golden Globes
  • Letteratura
  • Lusso
  • Miti
  • Moda & cinema
  • Mostra d'arte cinematografica di Venezia
  • Musica
  • Netflix
  • Oscar
  • Oscar 2018
  • Personaggi
  • pittura
  • Politica
  • Quella volta che
  • Riflessione del momento
  • Senza categoria
  • Serie tv
  • Sky
  • Sport
  • Sundance
  • Teatro
  • Televisione
  • Torino Film Festival
  • Zurigo Film Festival

Meta

  • Crea account
  • Accedi

Blog su WordPress.com.

Privacy e cookie: questo sito usa cookie. Continuando a usare questo sito, si accetta l’uso dei cookie.
Per scoprire di più anche sul controllo dei cookie, leggi qui: Informativa sui cookie
  • Abbonati Abbonato
    • Cristiana Allievi
    • Unisciti ad altri 88 abbonati
    • Hai già un account WordPress.com? Accedi ora.
    • Cristiana Allievi
    • Abbonati Abbonato
    • Registrati
    • Accedi
    • Segnala questo contenuto
    • Visualizza sito nel Reader
    • Gestisci gli abbonamenti
    • Riduci la barra
 

Caricamento commenti...