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GLI ESORDI NELLA MODA E GLI ANNI A NEW YORK. MA ANCHE L’INCONTRO CON L’UOMO CHE AMA E PER CUI ORA NON LASCEREBBE PIU’ L’ITALIA. VALERIA BILELLO TORNA SULLO SCHERMO IN UN THRILLER E SPIEGA PERCHE’, SE È A UN BIVIO, PRENDE SEMPRE LA STRADA CHE SEMBRA PIU’ DIFFICILE

di Cristiana Allievi

L’attrice Valeria Bilello, 39 anni, al momento

Che Valeria Bilello avesse la faccia giusta per non fermarsi al cinema italiano, ma puntare a successi internazionali, è stato chiaro a uno stilista. È stato Giorgio Armani ad averla vista  in uno spot e ad aver detto “non la conosco, non sembra nemmeno italiana, voglio incontrarla”. Da qual momento le cose sono cambiate per questa siciliana che ha vissuto l’adolescenza al Nord, si è trasferita a New York per sette anni per poi stabilirsi a Roma. Grazie alle conduzioni di programmi musicali sulle reti musicali Mtv e All Music Valeria Bilello è diventata spigliata. Poi registi importanti come Pupi Avati e Gabriele Salvatores l’hanno voluta al cinema. Ma il salto lo ha fatto come testimonial del profumo Armani. Da lì in avanti ha iniziato a frequentare set americani, come quelli della  serie tv  Sense 8 e di  film come Made in Italy, accanto a Liam Meeson e a suo figlio  Michael (film ancora inedito in Italia).   Fidanzata da quattro anni con il giornalista tv Tommaso Labate, dal 7 giugno la vedremo su Sky Cinema e Now in Security diretta da Peter Chelsom (regista, fra gli altri, di Shall we dance?). Un film corale girato a Forte dei Marmi che racconta una faccia diversa della rinomata località di vacanza estiva. Fuori stagione le giornate sono corte e Marco d’Amore fa il custode di grandi ville disabitate, gestendo sofisticati circuiti di telecamere. Un evento sconvolgerà la sua vita e quella della moglie (Maya Sansa), ambiziosa politica, spingendolo fra le braccia del vecchio amore (la Bilello).

Siamo in Italia, gli attori sono italiani, ma il respiro di Security è molto internazionale. «Peter Chelsom ha bellissimi film all’attivo e con Stephen Amidon, lo scrittore di Il capitale umano, hanno cercato di restituire quell’atmosfera. La storia potrebbe essere ambientata ovunque, parla di una piccola comunità e di come si comporta di fronte al pericolo e ai problemi degli altri».

Anche lei ha un profilo internazionale di tutto rispetto. «È la quarta volta che lavoro con un regista straniero e questo film andrà su Netflix in tutto in mondo, come era già successo con Sense 8 e Made in Italy. Diciamo che accadeva alle grandi attrici del passato, e nel presente ci sta provando una giovanissima come Matilda de Angelis».

Chi è la Elena che interpreta in questa storia a tratti un po’ cupa?  «Una donna incasinata di 40 anni che ha già un figlio grande che va in giro a ubriacarsi. Ha rinunciato a molte cose, come fare la cantante. Lei e Marco d’Amore sono innamorati da molti anni, hanno avuto una storia che ora riemerge».

Il triangolo che finisce a vostro vantaggio. «Perché fra noi c’è una moglie corrotta che cerca di corrompere anche il proprio marito solo per salvare la faccia».

Come ha vissuto il lungo lockdown? «Arrivavo da un anno in cui ho girato cinque film, di cui Security era l’ultimo, avrei voluto fermarmi ma non per restare chiusa in casa. Confesso anche che all’inizio sono stata molto spaventata, non ho voluto nemmeno lavorare. Poi ho preso coraggio e mi sono detta che era il momento di ripartire. Ho girato una commedia romantica con Neri Marcorè nelle Marche che uscirà il prossimo autunno, il titolo provvisorio è Digitare codice segreto. E sto per iniziare le riprese di un altro film, al momento top secret».

Che ricordo ha di re Giorgio? «Penso spesso a lui. Mi ha vista in un cortometraggio girato in Francia per Armani attraverso la rivista francese Purple. Quando lo ha visto ha detto  “ma è italiana? Non la conosco, voglio incontrarla”. Sono tornata a Milano per questo motivo, ed ero terrorizzata. Mi sono sentita molto lusingata quando ha deciso di fare la campagna profumo con me. Mi ha molto stupita, per me le testimonial erano solo donne alte due metri e molto, molto belle».

Il background musicale, un tratto che la distingue da altre colleghe? «Credo molto nelle strade che arrivano al punto prendendo la strada larga. Non credo nelle direttissime, mi incuriosisce chi prima di diventare cineasta ha fatto il cameriere,  arriva a raccontare storie molto importanti».

(…continua…)

Intervista integrale pubblicata su Grazia del 3/6/2021

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