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Duri, grossi, di una bellezza virile che non poggia su lineamenti delicati. Il parco degli attori australiani che sanno riempire e bucare lo schermo si allarga dai Crowe e Jackman agli Edgerton. Già perché i fratelli sono due, Joel (in piena ascesa) e Nash, pronto alla consacrazione. Sicchè anche gli Hemsworth sono avvisati: questi sono rivali all’altezza

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Biondo platino, con i capelli cortissimi. Le prime immagini sono un’inquadratura della sua testa. E quando pensi che si tratti di un video di Eminem, ti accorgi invece che lo stai guardando nel suo ultimo ruolo, quello che molto probabilmente lo candiderà agli Oscar dopo gli applausi ricevuto all’ultimo festival di Cannes.

A differenza dei colleghi Guy Pearce e Russel Crowe, questoaustraliano classe 1974 non si è fatto le ossa con le soap Neighbours e Home and Away. «Non ero abbastanza bello, non mi volevano su una tavola da surf», ha spiegato con una certa modestia Joel Edgerton. «E poi a essere sincero ero anche scettico sulle soap, a cui ho sempre preferito il teatro».

Dopo aver studiato recitazione a Sidney è apparso nei primi film per la tv, finchè è arrivato il personaggio di Owen Lars, lo zio di Luke Skywalker in Star Wars. «Il film di Lucas è stata la canoa che mi ha portato lungo il fiume. Nell’anno e mezzo successivo alle riprese, quando ancora nessuno sapeva che ero nel film per soli cinque minuti, la mia vita è cambiata. Non ho mentito, ma la gente pensava “se sei in Star Wars allora dimostraci quanto vali…”».

A Baz Luhrmann deve la sua vera consacrazione, arrivata con il personaggio di Thomas “Tom” Buchanan, l’arrogante milionario marito di Daisy ne Il grande Gatsby. È questo l’inizio di un’ascesa  che l’anno scorso lo ha visto in un ruolo chiave in Black Mass- L’ultimo gangster, di Scott Cooper, accanto a Johnny Depp, Benedict Cumberbatch e Kevin Bacon. Ma soprattutto lo ha portato dietro la macchina da presa per la prima volta con Regali da uno sconosciuto, che ha scritto, diretto e interpretato. Un film che ha incassato 58 milioni di dollari complessivi, niente male per un esordio alla regia. «Ho lavorato duramente alla sceneggiatura, poi ho messo a mollo tutti i grandi registi con cui ho lavorato, permettendomi che riemergessero dentro di me. Ero terrorizzato, mi ci è voluta una settimana di riprese per capire che sapevo cosa stavo facendo. Mi fidavo del mio istinto con la macchina da presa, ma quella storia era come buttarsi sotto un treno, il finale era difficile».

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Richard e Mildred, i veri coniugi della storia raccontata da Jeff Nichols in Loving, in competizione a Cannes 69.

Edgerton è appena stato applaudito a Cannes nei panni di Richard Loving, marito di Mildred (la bravissima Ruth Negga),bianco lui e nera lei. In Loving raccontano la vera storia della coppia che si è sposata nel 1958 ed è finita in prigione per questo, ma l’amore che li teneva insieme era così puro da far succedere il miracolo: il loro caso è arrivato alla Corte Suprema degli Stati Uniti che alla fine ha dovuto riconoscere il matrimonio tra razze diverse come un diritto. «Se ho avuto problemi a girare Loving? Uno in particolare: Jeff aveva chiaro il film nella sua testa prima di girarlo, e se a volte mi sentivo di arrivare vicino a quello che voleva, altre temevo di non soddisfarlo mai completamente. Ero parecchio sotto pressione per questo motivo».

Il film di Jeff Nichols correrà sicuramente per gli Oscar, nel frattempo Joel è già sul set di American Express con Charlize Theron e Amanda Seyfried. Si tratta dell’esordio alla regia del fratello Nash, che fino a oggi nel cinema aveva come occupazione principale quella dello stuntman, oltre ad aver girato quattro dei video di Bob Dylan. Il film sarà prodotto dalla casa di produzione Blue-tongue film, che i fratelli Edgerton hanno fondato insieme, e avrà tra i produttori anche la Theron.

 

articolo pubblicato su GQ Italia

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