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«I supereroi mi affascinano da quando sono un bambino. Tifavo per L’uomo Ragno perché l’ho sempre visto come un tipo alla mano, come potrei essere io.  Superman invece mi era antipatico. “Ma guarda questo, vola, vede attraverso i muri, va alla velocità della luce e con tutti questi super poteri non fa niente per salvarci, e questo solo perché il padre gli ha detto che non deve immischiarsi negli affari del mondo. Se li avessi io, i super poteri,  prenderei tutti i corrotti e gli indagati e li porterei su un isolotto a zappare la terra. Al loro posto chiamerei a Montecitorio persone oneste, gente che prende decisioni per la collettività». 

Per adesso l’attore romano, 41 anni, già in carriera con super registi come Bertolucci, Avati e Soldini (ma ha avuto una parte anche in Casino Royale) ed esperto di eroi  (ha prestato la voce a Christian Bale in tutti i suoi Batman), si deve accontentare di fare giustizia sul grande schermo nei panni di Enzo Ceccotti in Lo chiamavano Jeeg Robot, applauditissimo all’ultima Festa del cinema di Roma e nelle nostre sale dal 25 febbraio. Una vera novità per il cinema italiano: opera prima di Gabriele Mainetti, attore, regista e produttore che si era cimentato con i corti (l’ultimo, Tiger Boy del 2012, ha ottenuto diversi riconoscimenti in Italia e all’estero), è anche il primo film italiano ispirato al “genere Marvel” non imita il prodotto made in Usa e che può dirsi riuscito.

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Claudio Santamaria, 41 anni, veste i panni del primo supereroe  tutto italiano, nonostante il suo nome sia Jeeg Robot (courtesy of Comingsoon.it)

Un racconto originale che punta sul sentimento comune secondo cui tutti, sotto sotto, vorremmo credere che qualcuno veglia su di noi e ci protegge dai cattivi. «Un supereroe in effetti è una specie di divinità, incarna il bisogno che abbiamo di contatto col sovrumano. Ma quello che sospende l’incredulità dello spettatore è la storia d’amore, in cui i super poteri sono marginali. Il mio personaggio è come un uomo che vince alla lotteria e invece di pensare “adesso mi compro tutto”, decide di aiutare gli altri: ed è lì che diventa un super eroe». A cambiare la vita di Enzo, per cui Santamaria ha raggiunto 100 chili di peso e ha lavorato per ottenere una voce bassissima, «da periferia», è Alessia, fragile figlia di un boss della mala interpretata dell’attrice esordiente Ilenia Pastorelli. Al contrario di quanto succede in Spiderman, in cui il supereroe dice di aver troppo da fare per impegnarsi in un rapporto sentimentale, qui la protagonista femminile  sprona “Jeeg” a usare i suoi poteri per aiutare l’umanità. Sul fatto che si tratti di una novità per l’Italia, l’attore de l’Ultimo bacio, che ad aprile sarà sul set di Brutti e cattivi, opera prima dello scenografo Cosimo Gomez, non ha dubbi. «Il film parla di supereroi, e non avevamo questo tipo di cinematografia, da noi. Attingere all’immaginario Marvel e riempirlo di poesia è nelle nostre corde, per questo la gente ci si riconosce. Sono sicuro che ci sarà un prima e un dopo questo film…».

Articolo uscito su D La repubblica del 13 febbraio 2016

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