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È arrivata a realizzare i costumi della favola più famosa del mondo, e lo deve a due persone: sua madre, che da bambina la incoraggiava a creare abiti per bambole, e il coreografo Lindsay Kemp, che l’ha presa sotto la sua ala. 34 anni dopo Sandy Powell, 55 anni, londinese, come costume design è praticamente imbattibile. Nove volte candidata agli Oscar, ne ha vinti tre (per Shakespeare in Love, The young Victoria e The aviator) ed è la preferita di registi come Martin Scorsese e Neil Jordan, e Kenneth Branagh l’ha voluta per la sua sfavillante Cenerentola, nelle sale dal 12 marzo. Un compito immenso, confrontarsi con la favola animata che nel 1950 ha trasformato la Disney in una forza di punta dell’industria cinematografica: 3 milioni di dollari di budget, è arrivata a guadagnarne 34, entrando nel gotha dei 10 più grandi film di animazione di tutti i tempi. Branagh è stato chiarissimo nelle direttive creative: nessun trucco di moda, si scommette sul classico e lo si rende contemporaneo. Risultato? Un gioco di abiti sontuosi dialoga con le straordinarie scenografie di Dante Ferretti e con l’abilità interpretativa di Cate Blanchett (la matrigna), Lily James (Cenerentola), Richard Madden (il principe) e Helena Bonham Carter (la fata).

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Sandy Powell, costumista. Tre gli Oscar all’attivo, nove le nominations.

Quanto ci è voluto, per confezionare tutti quegli abiti? «Due anni. Capito l’universo che voleva riproporre Branagh, ho visionato tonnellate di immagini storiche e di dipinti. Mi sono ispirata ai ritratti reali che Franz Xaver Winterhalter ha fatto in giro per l’Europa, ma anche ai lavori di Boldini e Sargent. Avendo deciso di ispirarmi agli anni Quaranta, ho studiato i John Galliano e Dior quell’epoca».

Lei definisce i personaggi con il colore degli abiti. «È la legge, nelle favole i bambini distinguono così i loro eroi, e anche se il film è per tutti mi sono attenuta alla regola. La matrigna sul verde, il principe è bianco, le sorellastre sono fucsia e arancione…».

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Una scena della Cenerentola di Kenneth Branagh. Un lavoro manieristico a cui hanno collaborato Dante Ferretti per le scenografie e Sandy Powell con i suoi magnifici costumi.

L’abito di Cenerentola è azzurro, da manuale. «Avevo pensato di cambiargli colore, ero libera di farlo. Ma ho capito che niente avrebbe funzionato meglio. Per le sete mi sono rifornita come sempre a Como, spendendo moltissimo (ride, ndr). Ma altri tessuti arrivano da posti molto più economici, c’è un certo equilibrio».

(continua…)

Intervista integrale pubblicata su Panorama del 4 marzo 2015 

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